Il termine Compliance aziendale implica tutte le misure volte a garantire l’osservanza di norme giuridiche ed etiche di un’azienda. Dunque se da un lato risulta essere necessario promuovere una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto, dall’altro è d’uopo cogliere tempestivamente i segnali di cambiamento e di pericolo e predisporre una procedura di reazione efficace e tempestiva. Per questo motivo, la struttura di compliance avrà una maggior efficacia se adottata in via preventiva e secondo un approccio ad hoc e trasversale. Ogni azienda opera in un settore differente, esponendosi a specifiche aree di rischio che dovranno essere valutate nel dettaglio per evitare zone d’ombra. In base al settore di riferimento, alla natura dell’attività svolta ed alla tipologia di struttura aziendale, le aree di attenzione potranno riferirsi infatti alla materia di diritto del lavoro (ad esempio divieti di discriminazione, diritti di codeterminazione, tutela contro il licenziamento); di diritto penale (ad esempio furto, estorsione, frode, evasione fiscale, lavoro in nero); di protezione dei dati personali (Privacy); di sicurezza sul lavoro; di tutela della salute, dei consumatori e dell’ambiente etc. La costruzione, l’attuazione ed il mantenimento dei programmi di compliance consiste quindi in un processo personalizzato, trasversale e ciclico, che si avvale di procedure e di un’organizzazione atti ad evitare disallineamenti rispetto alle regole, nello specifico contesto nel quale l’azienda si trova ad operare. La costruzione di un efficiente ed efficace modello di compliance deve partire da una valutazione, precisa e personalizzata, delle principali fonti di rischio di non conformità cui l’impresa è soggetta. Verificata la situazione aziendale corrente, occorre dunque identificare i processi e definire le procedure attuabili per contrastare efficacemente i rischi individuati. Occorrerà poi elaborare un piano periodico di verifiche di conformità, al fine di controllare lo stato dell’arte, l’effettiva applicazione degli adeguamenti previsti, il grado di disallineamento e le eventuali carenze nella gestione dei rischi aziendali e quindi prevedere, da un lato, un reporting periodico relativo all’attività di compliance e, dall’altro lato, predisporre procedure di intervento correttivo nel caso questo si rendesse necessario. La compliance va intesa dunque quale osservanza dei valori etici tipici del settore: un’azienda le cui attività hanno implicazioni ecologiche deve anche comunicare i suoi requisiti per la protezione dell’ambiente e la sostenibilità in modo trasparente. Anche in questo caso in gioco vi è la reputazione aziendale ed il rapporto di fiducia con gli stakeholders. La Compliance nei termini riportati coinvolge molte aree di una azienda ed è destinato ad avere un impatto rilevante. Ad essa si attribuisce una missione particolarmente delicata, ossia quella di assicurare l’individuazione e la valutazione dei rischi che comportano sanzioni legali, perdite finanziare e di reputazione per il mancato rispetto delle disposizioni vigenti, regolamenti, procedure, codici interni e best practices e quella di curare gli aspetti etici e comportamentali che l’azienda deve sostenere. Questa deve essere considerata quale strumento atto a creare un vantaggio competitivo ed un vero valore aggiunto, anche in termini di sviluppo di consapevolezza e cultura aziendale.
Il termine Compliance aziendale implica tutte le misure volte a garantire l’osservanza di norme giuridiche ed etiche di un’azienda. Dunque se da un lato risulta essere necessario promuovere una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto, dall’altro è d’uopo cogliere tempestivamente i segnali di cambiamento e di pericolo e predisporre una procedura di reazione efficace e tempestiva. Per questo motivo, la struttura di compliance avrà una maggior efficacia se adottata in via preventiva e secondo un approccio ad hoc e trasversale. Ogni azienda opera in un settore differente, esponendosi a specifiche aree di rischio che dovranno essere valutate nel dettaglio per evitare zone d’ombra. In base al settore di riferimento, alla natura dell’attività svolta ed alla tipologia di struttura aziendale, le aree di attenzione potranno riferirsi infatti alla materia di diritto del lavoro (ad esempio divieti di discriminazione, diritti di codeterminazione, tutela contro il licenziamento); di diritto penale (ad esempio furto, estorsione, frode, evasione fiscale, lavoro in nero); di protezione dei dati personali (Privacy); di sicurezza sul lavoro; di tutela della salute, dei consumatori e dell’ambiente etc. La costruzione, l’attuazione ed il mantenimento dei programmi di compliance consiste quindi in un processo personalizzato, trasversale e ciclico, che si avvale di procedure e di un’organizzazione atti ad evitare disallineamenti rispetto alle regole, nello specifico contesto nel quale l’azienda si trova ad operare. La costruzione di un efficiente ed efficace modello di compliance deve partire da una valutazione, precisa e personalizzata, delle principali fonti di rischio di non conformità cui l’impresa è soggetta. Verificata la situazione aziendale corrente, occorre dunque identificare i processi e definire le procedure attuabili per contrastare efficacemente i rischi individuati. Occorrerà poi elaborare un piano periodico di verifiche di conformità, al fine di controllare lo stato dell’arte, l’effettiva applicazione degli adeguamenti previsti, il grado di disallineamento e le eventuali carenze nella gestione dei rischi aziendali e quindi prevedere, da un lato, un reporting periodico relativo all’attività di compliance e, dall’altro lato, predisporre procedure di intervento correttivo nel caso questo si rendesse necessario. La compliance va intesa dunque quale osservanza dei valori etici tipici del settore: un’azienda le cui attività hanno implicazioni ecologiche deve anche comunicare i suoi requisiti per la protezione dell’ambiente e la sostenibilità in modo trasparente. Anche in questo caso in gioco vi è la reputazione aziendale ed il rapporto di fiducia con gli stakeholders. La Compliance nei termini riportati coinvolge molte aree di una azienda ed è destinato ad avere un impatto rilevante. Ad essa si attribuisce una missione particolarmente delicata, ossia quella di assicurare l’individuazione e la valutazione dei rischi che comportano sanzioni legali, perdite finanziare e di reputazione per il mancato rispetto delle disposizioni vigenti, regolamenti, procedure, codici interni e best practices e quella di curare gli aspetti etici e comportamentali che l’azienda deve sostenere. Questa deve essere considerata quale strumento atto a creare un vantaggio competitivo ed un vero valore aggiunto, anche in termini di sviluppo di consapevolezza e cultura aziendale.
Il termine Compliance aziendale implica tutte le misure volte a garantire l’osservanza di norme giuridiche ed etiche di un’azienda. Dunque se da un lato risulta essere necessario promuovere una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto, dall’altro è d’uopo cogliere tempestivamente i segnali di cambiamento e di pericolo e predisporre una procedura di reazione efficace e tempestiva. Per questo motivo, la struttura di compliance avrà una maggior efficacia se adottata in via preventiva e secondo un approccio ad hoc e trasversale. Ogni azienda opera in un settore differente, esponendosi a specifiche aree di rischio che dovranno essere valutate nel dettaglio per evitare zone d’ombra. In base al settore di riferimento, alla natura dell’attività svolta ed alla tipologia di struttura aziendale, le aree di attenzione potranno riferirsi infatti alla materia di diritto del lavoro (ad esempio divieti di discriminazione, diritti di codeterminazione, tutela contro il licenziamento); di diritto penale (ad esempio furto, estorsione, frode, evasione fiscale, lavoro in nero); di protezione dei dati personali (Privacy); di sicurezza sul lavoro; di tutela della salute, dei consumatori e dell’ambiente etc. La costruzione, l’attuazione ed il mantenimento dei programmi di compliance consiste quindi in un processo personalizzato, trasversale e ciclico, che si avvale di procedure e di un’organizzazione atti ad evitare disallineamenti rispetto alle regole, nello specifico contesto nel quale l’azienda si trova ad operare. La costruzione di un efficiente ed efficace modello di compliance deve partire da una valutazione, precisa e personalizzata, delle principali fonti di rischio di non conformità cui l’impresa è soggetta. Verificata la situazione aziendale corrente, occorre dunque identificare i processi e definire le procedure attuabili per contrastare efficacemente i rischi individuati. Occorrerà poi elaborare un piano periodico di verifiche di conformità, al fine di controllare lo stato dell’arte, l’effettiva applicazione degli adeguamenti previsti, il grado di disallineamento e le eventuali carenze nella gestione dei rischi aziendali e quindi prevedere, da un lato, un reporting periodico relativo all’attività di compliance e, dall’altro lato, predisporre procedure di intervento correttivo nel caso questo si rendesse necessario. La compliance va intesa dunque quale osservanza dei valori etici tipici del settore: un’azienda le cui attività hanno implicazioni ecologiche deve anche comunicare i suoi requisiti per la protezione dell’ambiente e la sostenibilità in modo trasparente. Anche in questo caso in gioco vi è la reputazione aziendale ed il rapporto di fiducia con gli stakeholders. La Compliance nei termini riportati coinvolge molte aree di una azienda ed è destinato ad avere un impatto rilevante. Ad essa si attribuisce una missione particolarmente delicata, ossia quella di assicurare l’individuazione e la valutazione dei rischi che comportano sanzioni legali, perdite finanziare e di reputazione per il mancato rispetto delle disposizioni vigenti, regolamenti, procedure, codici interni e best practices e quella di curare gli aspetti etici e comportamentali che l’azienda deve sostenere. Questa deve essere considerata quale strumento atto a creare un vantaggio competitivo ed un vero valore aggiunto, anche in termini di sviluppo di consapevolezza e cultura aziendale.